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Il Codice del Consumo
Il Codice
del consumo è stato emanato con il decreto legislativo 6 settembre 2005,
n. 206, in base all'art. 7 della legge delega 29 luglio, n. 229,
relativo al riassetto delle disposizioni vigenti in materia di tutela
dei consumatori che comprende la maggior parte delle disposizioni
emanate dall'Unione Europea nel corso degli ultimi venticinque anni per
la protezione del consumatore. Per gli obblighi derivanti dalla
partecipazione all’Unione tali norme sono state lentamente recepite
anche dallo Stato italiano.
Il Codice è composto di 146 articoli
che armonizzano e riordinano la normativa legata ai molti eventi in cui
il consumatore è coinvolto come soggetto attivo o passivo.
In particolare vengono prese in
considerazione:
- l’informazione al consumatore e la
pubblicità commerciale;
- la regolarità formale e
sostanziale dei contratti in cui è parte il consumatore, la
promozione delle vendite ed il credito al consumo;
- le conclusioni di alcuni
particolari contratti, ed in particolare: le vendite fuori dai
locali commerciali, i contratti a distanza, il commercio
elettronico, la multiproprietà, i servizi turistici;
- la sicurezza e la qualità dei
prodotti, la responsabilità del produttore, la garanzia legale di
conformità e le garanzie commerciali dei beni di consumo;
- le associazioni dei consumatori e
l’accesso alla Giustizia.
Il codice è strutturato in 6 parti:
- parte I: si trova la definizione
generale e le nozioni di consumatore e professionista;
- parte II: si trovano le
disposizioni concernenti l’educazione del consumo, le informazioni
che debbono essere obbligatoriamente essere fornite al consumatore e
le disposizioni sulla pubblicità commerciale;
- parte III: si trovano le norme in
materia contrattuale;
- parte IV: si trovano la disciplina
generale della sicurezza dei prodotti e della responsabilità
extracontrattuale del produttore per i danni cagionati ai difetti
dei prodotti. Si trovano anche le regole speciali valevoli per i
contratti di vendita di beni mobili conclusi dai consumatori con i
professionisti;
- parte V: si trovano le
disposizioni concernenti le associazioni dei consumatori e i giudizi
inibitori che esse sono legittimate a promuovere nei confronti dei
professionisti che si rendono responsabili di violazioni di
interessi collettivi dei consumatori;
- parte VI: contiene tutta una serie
di disposizioni finali tra cui l’art. 143 che definisce
irrinunciabili i diritti attribuiti al consumatore dalle
disposizioni del codice di consumo.
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